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Lettera di don Massimo alle comunità di Sabbioneta, Breda Cisoni, Ponteterra e Villa Pasquali - Giugno 2008



Lettera di don Massimo Morselli ai fedeli delle comunità di Sabbioneta, Breda Cisoni, Ponteterra e Villa Pasquali dopo la nomina a Parroco.

Carissimi amici di Sabbioneta, Breda Cisoni, Ponteterra e VillaPasquali ,

Vi confesso che quando il Vescovo mi ha chiesto la disponibilità a diventare Parroco di tutte e quattro le Parrocchie c’è stato in me un attimo di esitazione e di paura: si trattava di una responsabilità impegnativa e mi chiedevo se il mio carattere e la, tutto sommato, poca esperienza pastorale (sono prete solo da 15 anni) mi avrebbero permesso di affrontare con la giusta determinazione e il giusto equilibrio questa esperienza.
Ho avuto paura.
E allora ho riguardato la storia della mia vita e della mia vocazione e con stupore ho compreso che tutte le volte che mi sono fidato di Dio, Lui ha saputo compiere cose meravigliose. Così è accaduto quando a 15 anni sono entrato in Seminario, così è accaduto quando dopo l’ordinazione sono stato inviato a Castelleone, e via fino agli anni del ministero a Breda Cisoni: anni bellissimi e carichi di esperienze che mi resteranno nella mente e nel cuore.
E dunque ho accettato questa sfida, confidando nell’aiuto di Dio che certo non mancherà ma anche in una profonda condivisione di vita, di pensieri e di intenti con voi tutti, che state diventando la mia nuova grande famiglia.
Lasciatemi un po’ di tempo per entrare nelle dinamiche vitali di ogni comunità e per riuscire a cercare il giusto equilibrio tra la valorizzazione della storia e del patrimonio di fede di ogni singola Parrocchia e il necessario , doveroso e innovativo cammino di comunione che siamo chiamati a compiere. Mi occorrerà qualche tempo certamente ma vi dico sin d’ora che desidero vivamente che la mia nomina a Parroco non sia di forma ma di sostanza. Se ho accolto la proposta del Vescovo per questo incarico non è per lasciare tutto come prima: intendo essere Parroco a tutti gli effetti, con le relative responsabilità che esso comporta, con le relative mansioni e con le scelte che mi spettano.
Cari amici, non ho particolari programmi da indicarvi nè iniziative da proporvi: esse, se necessarie, nasceranno dal confronto comune, dall’ascolto di tutti e dalla volontà di condividere progetti e prospettive pastorali; però vorrei confidarvi sommessamente due sogni che mi stanno a cuore, due idee di comunità che ho maturato nei miei anni di ministero.
1. Sogno una comunità che sa essere attenta alle persone, e non alle cose da fare. Le attività, gli spazi e le iniziative servono se fanno crescere le persone e sono attente ad esse; e non solo gli appartenenti ad un gruppo o ad una categoria, ma TUTTI: in modo particolare chi soffre e chi ha bisogno di aiuto e di comprensione. Mi piacerebbe che le nostre parrocchie valorizzassero il contributo di ciascuno, poiché nessuno è così povero da non poter donare nulla e nessuno così ricco da non aver bisogno dell’aiuto degli altri. Io sono convinto che la nostra gente, se unita e rispettosa di tutti, può fare grandi cose con l’entusiasmo e la vivacità che la caratterizza.
2. Una chiesa che privilegia la Comunione. Viviamo in una cultura che esalta l’individualismo e la chiusura in cerchie ristrette e certo anche la Chiesa non è esente da questo pericolo.
Ci è impossibile qualsiasi cammino o progetto pastorale se ciascuno va come vuole e dove vuole. Dovremo invece riuscire a convergere tutti , preti e laici , in quegli organismi di partecipazione (Consigli Pastorali e Consigli Affari economici) che, al più presto costituiti e operativi, dovranno diventare il cuore pulsante delle nostre Parrocchie; luoghi di confronto schietto, aperto e sincero in cui si discerne la volontà di Dio e la si traduce in passi concreti; luoghi in cui la diversità diventa ricchezza e non lacerazione.
Ecco, cari amici del Sabbionetano. Vi ho messo davanti ciò che ho nel cuore, ma impareremo a conoscerci, a volerci bene, a camminare insieme sulle strade che Dio ha pensato e progettato per noi. Non ho chiesto, voluto e nemmeno desiderato questa nomina. Tuttavia se il Signore mi ha chiamato a questo compito vuol dire che riserva per tutti, per voi e per me, un disegno magari incomprensibile ora, ma che si rivelerà in tutta la sua grandezza e in tutto il suo splendore se sapremo farci attenti alla voce e alla presenza del Cristo che cammina nelle strade degli uomini.
Giunga a ciascuno di voi il mio saluto più cordiale e affettuoso.
In modo particolare vorrei abbracciare con affetto il vicario don Umberto, confratello ed amico, al quale chiedo pazienza nel sopportare i miei limiti e i passi , non sempre svelti, del mio cammino
Saluto anche i due ex-parroci ed ora collaboratori parrocchiali, don Ennio e don Pierino. A loro offro la mia fraternità e la mia più totale apertura di cuore e a loro chiedo il dono prezioso del Consiglio, dell’ esperienza ma anche della discrezione nel lasciarmi svolgere il mio compito di Parroco.
Non posso dimenticare certamente il dono prezioso delle carissime suore: le Serve di Gesù Cristo che sono al Santuario di Vigoreto e le Figlie di Maria Missionarie di Villapasquali. Esse ci aiutano a vivere con più radicalità le esigenze del Vangelo.
Un pensiero particolare a coloro che soffrono, agli ammalati e anziani ai quali cercherò di portare il mio affetto e la mia vicinanza. Un affettuoso ricordo pure a tutte le famiglie, in modo particolare a quelle che stanno attraversando un periodo di crisi o di difficoltà.
E da ultimo, ma non perché meno importanti, ma perché in fondo è qui che batte di più il mio cuore, il mio “ciao” amichevole a tutti i bambini , i ragazzi e i giovani, ai quali vorrò riservare le cure migliori perché possano portare nelle comunità un aria fresca e giovanile, con la vitalità e il coraggio che li caratterizza.
Dal 15 Giugno inizia l’avventura!
Ci aiuti Dio con la sua benedizione; ci aiuti Maria , madre di Gesù; ci aiutino i Santi Patroni Sebastiano, Giorgio, Gerolamo e Antonio abate.

don Massimo

 
 
Auguri e celebrazioni Pasquali a Breda Cisoni
PASQUA: vietato disperare!

Sono tanti i motivi per cui essere un po’ scoraggiati.
Viviamo in un mondo dove predominano – almeno in apparenza- la violenza, la guerra, gli atti di terrorismo; dove il male sembra vincere sul bene e, coloro che si impegnano per quest’ultimo hanno sempre la peggio.
Vediamo intorno a noi lo sgretolarsi di una società , sempre più fondata su un concetto errato di libertà, su un concetto sbagliato di amore, di possesso, di relativismo etico per cui nessuna cosa è più “giusta” o “sbagliata” : tutto dipende da come uno pensa o ritiene essa sia.
E nell’ambito familiare? Divisioni, separazioni, divorzi affrontati “normalmente”: ormai fanno tutti così perchè quando il progetto di vita diventa difficile, quando ti richiede l’Amore quello con l’A maiuscola, non quello strappalacrime che ti fanno vedere nei film, come si fa a resistere?
E i figli? Ma, sì! Anche loro cresceranno. Un po’ sballottati di qua e di là, certamente diffidenti verso un modello di famiglia che non hanno mai potuto sperimentare, infarciti di cose in modo da non lasciar loro il tempo di accorgersi che forse più delle cose hanno bisogno di persone.
E i giovani? Sembra vi sia in atto una corsa spietata per azzerare le funzioni del cervello: alcool, droghe leggere o pesanti (c’è ancora chi sta a disquisire quale sia la differenza), giornate portate avanti nel disimpegno più totale dove il rispetto per gli altri è un optional, e si potrebbe continuare ancora a lungo.
Una visione così non è disfattista e pessimista? Possibile che sia così la nostra società? Forse questa è la realtà dei grandi contesti urbani, ma nel nostro piccolo paesino tutto sommato la vita è ancora tranquilla, ancorata alle relazioni e ai valori importanti della vita.
Chi ragiona così – anche a Breda – vuol dire che non ha mai messo fuori i piedi di casa, vuol dire che rifiuta di vedere come stanno le cose.
Ma tutto questo cosa ha a che fare con la Pasqua?
Forse è proprio questo il vero motivo della Pasqua.
Il vedere quel Dio in croce ci ricorda che il male non ha l’ultima parola sulla nostra vita e sulla vita del mondo. Quel crocifisso che noi porteremo per le strade – le nostre strade di Breda – la sera del Venerdì santo sarà come un mostrare al mondo il senso della speranza che nonostante tutto ci fa guardare con coraggio al futuro: “Non abbiate paura, io ho vinto il mondo”. Celebrare il triduo pasquale significa allora per ciascuno lanciare uno sguardo straordinario sulla vita, sulla storia, sulle persone, tutte – ma proprio tutte – salvate da Cristo. Nessuno, con la Pasqua, può più rifugiarsi dietro l’alibi della disperazione così come a nessuno è permesso battere in ritirata da questo mondo “feroce e crudele”. La risurrezione ci dice che la storia è saldamente in mano a Cristo, l’alfa e l’omega, il Principio e la Fine. E che tutto ciò che viviamo avrà un destino di eternità.
Facciamo Pasqua con speranza, cari amici di Breda.
E in special modo a te, fratello che ti senti arrivato nella vita e ritieni di non aver più nulla da imparare, a te che hai smarrito da tanto tempo le strade della fede, a te che ti ritieni indegno di presentarti a Lui, a te che ritieni siano altre le cose che contano nella vita, sappi che quella croce del Venerdì Santo e il fuoco e l’acqua della Veglia Pasquale sono il segno di un Dio che non smette di cercarti, che chiede la tua amicizia, che ti ridona la possibilità di una vita nuova, che ti lava dai tuoi peccati.
E’ l’augurio pasquale che faccio a me stesso innanzitutto, e poi anche a ciascuno di voi:
Lasciamoci incontrare da Cristo!


don Massimo




Celebrazioni Pasquali anno 2008



* Domenica delle PALME
Ore 11: Processione con le palme e celebrazione Eucaristica.

* Mercoledì santo 19 Marzo
Ore 17: Confessione per i bambini e i ragazzi

Ore 18.15: Messa al cimitero

* Giovedì santo 20 Marzo
Ore 21.: Messa solenne della cena del Signore e lavanda dei piedi ai bambini della 1^comunione e prima confessione

Dopo la celebrazione: adorazione comunitaria guidata.

* Venerdi santo 21 Marzo
Ore 15: Via Crucis in Chiesa
Ore 21 Solenne Azione Liturgica e processione per le vie del paese (V. Mazzini -Via S. Giorgio- Via Fermi )

* Sabato santo 22 Marzo
Dalle 10 alle 12 confessioni (parroco)
Dalle 15 alle 19: Confessioni (altro sacerdote)
Ore 21.30: SOLENNE VEGLIA PASQUALE madre di tutte le celebrazioni dell’anno.

* DOMENICA 23 Marzo 2008
PASQUA DI RESURREZIONE
Ore 9 S. Messa
Ore 11: S. Messa solenne animata dalla Schola Cantorum
Ore 16: Vespro e benedizione solenne

* Lunedì dell’Angelo
Ore 9 S. Messa
Ore 11.S. Messa


Attenzione agli orari della Confessione per i ragazzi e per tutti.
Non compiamo questo Sacramento con fretta e all’ultimo momento.
Troviamo invece un po’ di calma per fare una buona revisione della nostra vita davanti a Dio


BUONA PASQUA A TUTTI


 
 
VISITA PASTORALE DEL VESCOVO DANTE A BREDA CISONI 15/17 FEBBRAIO 2008
Tre giorni che non dimenticheremo!





Il Vescovo Dante ha fatto visita alla nostra comunità di Breda Cisoni e tale evento ha costituito una ventata di aria buona per tutta la Parrocchia.
Abbiamo iniziato Venerdì sera 15 Febbraio, quando alle 21 il vescovo è stato accolto da una chiesa gremita di persone, che hanno fatto sentire al vescovo quel clima di famiglia che è caratteristico della comunità di Breda Cisoni.
Il Parroco, nel salutare il Vescovo ha detto che Breda Cisoni non è una comunità perfetta; ci sono tante miserie e infedeltà, però c’è anche tanta voglia di sognare , c’è la più la preoccupazione di voler bene che di fare bene, c’è tanto coraggio che ha dato lo slancio di percorrere strade inesplorate e progetti audaci. E Dio non ha lasciato mancare la sua grazia.
Alla fine della celebrazione penitenziale, raccolta e intensa, tutti si sono riversati sul sagrato della Chiesa, per una saluto affettuoso e cordiale. E’ venuto fuori subito il cuore di Breda Cisoni....appassionato e generoso, forte e innamorato della vita e dell’amicizia.

La giornata di sabato è stata densa di appuntamenti che hanno visto la partecipazione al completo della comunità.

Al mattino la Chiesa si è riempita di anziani e malati che hanno condiviso l’Eucaristia, presieduta dal Vescovo, che ha esortato ad accogliere il vangelo senza tagli nè sconti. Il Brano della Parola di Dio, letto durante la Messa richiamava all’amore verso i nemici, al coraggio di gesti contro corrente, e il Vescovo ha indicato la via dell’amore come l’unica in grado di rendere vera e autenticamente cristiana un’esistenza.
Al termine della celebrazione il Vescovo ha fatto dono a ciascuno della preghiera dell’anziano e dell’ammalato...perchè il tempo della sofferenza diventi occasione di offerta e intercessione per i bisogni della Chiesa intera e dell’umanità.

Al pomeriggio in un tour de force straordinario, il Vescovo ha incontrato prima i bambini e ragazzi (tutti quelli della Parrocchia, non ne mancava uno), rispondendo alle loro simpatiche domande: “Ma quando Dio ti ha chiamato, ti sei fidato subito di Lui?” oppure “Qual’è il tuo animale preferito?” o “Ma tu Vescovo , sei un santo?”. Più di un’ora passata in un dialogo serrato, simpatico ma denso di insegnamenti . La parola è passata poi ai ragazzi dell’ACR, che hanno mostrato al Pastore le loro attività e gli argomenti trattati nel loro percorso educativo di questi ultimi mesi.

Alle 16 è stato il turno delle famiglie. Praticamente erano presenti in una sala gremitissima, le famiglie di tutti i ragazzi di Breda, in più sono state invitate le famiglie che hanno chiesto il battesimo dei loro bambini negli ultimi cinque anni.
Il Vescovo ha invitato i genitori a educare i propri figli nella fede con rinnovato coraggio e speranza, senza lasciarsi spaventare dalle difficoltà che questi tempi prospettano.
Alcune famiglie hanno raccontato l’esperienza dei “Gruppi famiglia” che si stanno facendo in Parrocchia: sono quattro e si ritrovano una volta al mese proprio nelle case. Il presule ha ascoltato e incoraggiato dicendo che la via dei “gruppi famiglia” è quella più efficace e bella per una comunità Parrocchiale; favorisce lo scambio reciproco tra le famiglie e arricchisce genitori e figli di doni singolari. Genitori e Parrocchia, insieme devono essere alleati nell’educazione cristiana dei figli....anche se questo a volte può comportare da parte dei genitori stessi il bisogno di ritrovare l’esperienza della fede, attraverso un cammino organico, metodico e sincero.

Alle 18 l’incontro previsto con 40 tra adolescenti e giovani dalla I superiore agli anni dell’università. Qui, il clima si è fatto veramente “giovane”. Il Vescovo ha dato il meglio di se stesso in simpatia, attenzione , dialogo con ciascuno dei presenti. Si è interessato alla Biblioteca che i giovani hanno realizzato e stanno gestendo in Oratorio; poi si è parlato di tutto dai problemi dei giovani, alla fede, alla pena di morte, alla Messa della domenica.
Il Vescovo ha chiesto ai giovani di rimanere fedeli al momento settimanale di catechesi, e alla Messa domenicale; ha chiesto ai giovani di rendere salda e robusta la fede per essere capaci di combattere la cultura di morte che sta emergendo.
Alle 19.30 c’è stata la cena insieme e lì il dialogo è proseguito nell’informalità, e nell’apertura confidenziale...
Al termine della cena, qualche giovane ha detto....”Questo vescovo è proprio una potenza...!” Che nel linguaggio giovanile sta ad indicare la capacità di segnare profondamente il cuore.

Alle 21, l’incontro con gli operatori pastorali... in cui c’è stato un dialogo e un confronto a tutto campo sulla parrocchia e sugli obiettivi pastorali di questi anni.
Un membro del Consiglio Pastorale Parrocchiale ha presentato al vescovo i punti del cammino pastorale di questi anni che si possono riassumere in:
1. Corresponsabilità prete-laici negli organismi di partecipazione
2. la Famiglia (progetto dei gruppi famiglia e delle domeniche insieme “genitori e figli”
3. I giovani (progetti riservati alle diverse età e attenzione particolare ad adolescenti e giovani
4. I cardini della vita comunitaria: la Parola di Dio (i lunedì della Parola) e la Messa della domenica
5. La cultura (i percorsi culturali e il progetto per rendere il giornalino “non di solo pane” uno struimento di formazione oltre che di informazione)
6. La Missione Parrocchiale

C’è stato un bel dibattitto. Il Vescovo ha detto di trovare particolarmente centrati gli obiettivi di questi anni e ha invitato a proseguire su questa strada raccomandando in modo particolare il punto sulla famiglia e quello sulla cultura.

Domenica mattina alle 10.30 la Messa conclusiva

Al termine il pranzo comunitario condiviso da oltre 150 persone alla presenza del Sindaco e del maresciallo dei carabinieri.
Il Vescovo ha detto al parroco di aver respirato proprio il clima della famiglia... un clima di semplicità ma di calore intenso e affettuoso.

Anche il parroco è stato molto contento di questi tre giorni che sono serviti alla comunità per prendere coscienza del proprio cammino e per ringraziare Dio di tutto quello che non ha lasciato mancare in questi anni.

Al Vescovo ha detto il grazie più sentito da parte sua e da parte della comunità.




(saluto di don Massimo all’accoglienza di venerdì sera)

Carissimo Vescovo Dante
Benvenuto in mezzo a noi.
L’abbiamo aspettata tanto e ci siamo preparati alla sua venuta. Ma vorremmo che questi giorni in cui lei vive tra noi, fossero proprio una bella festa di famiglia; l’incontro con il Padre che è venuto a trovarci . Noi siamo contenti di mostrale quel che siamo, con cuore aperto. Non siamo una comunità perfetta, ci sono tante infedeltà ...ma c’è anche tanto bene e tanta voglia di sognare in noi.
Le scrivevo già attraverso il nostro giornalino che Dio nella scrittura parla spesso attraverso i sogni. E noi vogliamo dirle che qui a Breda Cisoni in questi anni abbiamo davvero avuto il coraggio di sognare e di intercettare nei nostri sogni la volontà di Dio.
Non siamo stati preoccupati di fare bene: siamo stati più preoccupati di volerci bene e questo ci ha fatto raggiungere risultati insperati, ci ha dato il coraggio di percorrere strade inesplorate, soprattutto ci ha dato la capacità necessaria di intuire l’Essenziale.
Grazie di essere tra noi. La accogliamo in questa Chiesa che colpì per la sua bellezza (lo sappiamo dalle sue annotazioni) anche il Vescovo Geremia Bonomelli nella sua Visita Pastorale compiuta esattamente 130 anni fa proprio in questi stessi giorni di Febbraio.
E a voi, invece, carissimi amici di Breda Cisoni presento il Vescovo Dante che è il successore degli Apostoli nella nostra chiesa di Cremona. Diamo a Lui la nostra totale fiducia: certamente incoraggerà il nostro cammino, lo confermerà nel bene e nella perseveranza, ma può darsi anche che ci indichi qualche correzione di rotta. Accettiamola volentieri. Perchè un Padre anche quando corregge è un padre che vuol bene. Stringiamoci intorno a Lui in uno slancio d’affetto sincero e preghiamo insieme perchè possa essere sempre di più un pastore secondo il cuore di Dio e al passo con i tempi degli uomini


Presentazione da parte di un membro del Consiglio Pastorale, del cammino compiuto nella comunità. Incontro con gli operatori pastorali, Sabato 16 Febbraio ore 21

Carissimo Vescovo Dante,
siamo contenti di essere qui stasera insieme a Lei per parlare un po’ della nostra Parrocchia.
Qui ci sono gli operatori pastorali e cioè i membri del Consiglio Pastorale, del Consiglio affari economici , della Caritas, dell’ACLI, dell’Azione Cattolica, le catechiste, gli animatori ed educatori dell’ACR e tutte le persone che, comunque, dedicano una parte del loro tempo, in vario modo, alla Parrocchia. In questi mesi abbiamo riflettuto sul cammino compiuto nella nostra comunità, quali sono stati gli obiettivi,, quali gli elementi essenziali per una comunità cristiana. Abbiamo cercato insieme di capire che cosa voleva il Signore da noi. Potremmo sintetizzare quanto emerso attraverso alcuni spunti che qui le presentiamo.
1. Anzitutto l’esigenza del CAMMINARE INSIEME .
Un’esperienza che si è tradotta concretamente nel valorizzare ogni persona e nel trovare dei luoghi in cui potersi interrogare sulla comunità e in cui poter discernere la volontà di Dio. Allora dopo esserci preparati abbiamo costituito il CPP, che è stato il cuore pulsante della nostra Parrocchia in questi anni.
Il Primo Consiglio , costituito nel 2002, ha lavorato a ritmo pressoché mensile. Suddiviso prima in tre commissioni (Liturgia-Evangelizzazione-Carità) se ne è aggiunta poi una quarta, quella della cultura.

Il secondo Consiglio si è costituito nel 2007.
Nel Consiglio Pastorale sono nati i grandi obiettivi pastorali di questi anni:
a) La famiglia, da rimettere al centro dell’azione pastorale.
Abbiamo cercato di farlo attraverso alcuni progetti:
- I Gruppi famiglia: (25 coppie – suddivise n 4 gruppi - si ritrovano mensilmente in casa per una preghiera e per lo studio e la discussione di problematiche attinenti…..)
- Le domeniche in oratorio, genitori e figli;
- Il coinvolgimento di più famiglie nelle attività della Parrocchia e dell’Oratorio. Pensiamo infatti che l’Oratorio non debba essere solo l’ambiente dei ragazzi e dei giovani, ma debba diventare il luogo della famiglia.
b) I Giovani, attraverso il loro coinvolgimento in oratorio non solo per la catechesi ma anche per tanti altri aspetti della loro vita (amicizia, affetto, gioco, esperienza di gruppo);
- Attraverso proposte di esperienze forti quali l’ACR, i ritiri di preghiera, il GREST, i campi estivi e invernali in montagna.
- La catechesi proposta a tutte le età dei giovani: non solo quindi per i bambini e ragazzi ma anche per gli adolescenti e giovani in modo da rendere evidente che la vita cristiana è un cammino per tutti e non solo per i più piccoli.
c) La Parola di Dio e la Messa domenicale come centro della comunità e della settimana; e dunque:
- Un coinvolgimento maggiore nella liturgia
- I Lunedì della Parola: Lectio Divina come esperienza di confronto e interiorizzazione della Parola di Dio.
d) L’aspetto della cultura.
Riteniamo sia importante “far circolare idee”, creare cultura, capire che la fede illumina tutti gli aspetti della vita. E allora sono nati i percorsi culturali e l’idea di far diventare il giornalino parrocchiale anche uno strumento di formazione e non solo di comunicazione di eventi Parrocchia /Famiglie.
e) Infine la Missione Parrocchiale.
La Missione ci ha impegnati per due anni: uno nella progettazione e l’altro per la realizzazione.
La Missione ci ha reso una comunità più attenta a tutti, a tutta la comunità e quindi non solo a quella parte che partecipa alla vita comunitaria o alle varie attività. E’ servita anche perché ci ha costretti a metterci in gioco, in prima persona. Ciascuno di noi si è presentato nelle famiglie per chiedere la loro disponibilità all’incontro con i padri, fissandone l’appuntamento.

Questo , in sintesi, è stato il cammino di questi anni.
Siamo partiti da una situazione di scollamento tra la Parrocchia e la gente…….
Abbiamo tentato di costruire lentamente un ponte e poi, a piccoli passi, abbiamo avuto la forza di camminare insieme.
Ora vorremmo, carissimo Vescovo, confrontarci con lei sul percorso compiuto. Vorremmo chiederle una indicazione, una parola di conferma o di correzione nel caso i nostri passi non siano sempre stati compiuti secondo il vangelo.


Al termine della celebrazione Eucaristica finale, Beccari Paolo, membro del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha letto il seguente indirizzo di saluto.

Carissimo Vescovo Dante,
noi siamo qui per ringraziarla.
Aspettavamo la sua visita con grande entusiasmo.
Speriamo che quanto è emerso in questi giorni di visita pastorale, sia stato a conferma che la nostra comunità, in cammino, abbia intrapreso la direzione giusta: quella che porta al Signore Gesù.

Ma volevamo anche ringraziarla, caro Vescovo Dante, per aver mandato don Massimo come guida della nostra Parrocchia.
Grazie al suo aiuto, alla sua spontaneità, al suo stare in mezzo a noi quale guida di fede, la comunità di BREDA CISONI è riuscita a mostrare il suo cuore pieno di amore e di sensibilità verso il prossimo.

Don Massimo è stato la chiave giusta che ha permesso di aprire lo scrigno – forse chiuso da troppo tempo – che conteneva i doni dei bredesi: semplicità, amore, intimità di fede.


Grazie di cuore da parte di tutti noi.


 
 

 

 

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