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Breda č una creatura dell' acqua

 

Questo paese affonda le sue remote origini nell' adunarsi di gruppi anonimi di poveri contadini, che, faticando, cercavano modesto sostentamento nel lavoro dei terreni emergenti dalle paludi e dagli acquitrini malarici, formati dal disordinato zigzagare del Po e dell' Oglio” . Al fiume Oglio, che impediva il deflusso delle acque di scolo, alle inondazioni periodiche del Po che irrompevano dal casalasco, non va dimenticata (secondo alcuni studiosi) la presenza dell' Adda o di una sua diramazione, che dal cremonese arrivava fino a noi, facendo forse il giro che ora compie il canale detto Gambina o Navarolo Vecchio e unitosi, presso Breda, col canale Commessaggio, si versava nell' Oglio, la' dove sorgeva il castello di Montesauro, al di qua della Torre d' Oglio.

Le caratteristiche di zona paludosa ed acquitrinosa la ritroviamo ancora oggi nella toponomastica di alcune zone di Breda: acquazze, lago, ronchi, valle, basse e dallo stesso nome di Breda Cisoni . Il nome Cisone trae origine dalla configurazione del suolo depresso ed alle sue chiuse o “ciuson” regolanti il deflusso delle acque. Una ulteriore prova dell'etimologia di Cisone è l' annotazione sul libro dei morti, della parrocchia di Villa Pasquali, della scomparsa a Sacca nel 1626 del Rev. Giovanni Maria Roggiano rettore “della Breda del Chiusone” . Breda è un nome assai frequente nella toponomastica lombarda ed è ancora in uso in certe espressioni bresciane ed ha il significato di campo coltivato con annessa casa colonica: dal latino “paedium”, dal latino volgare “braida” (campo suburbano), dal tedesco “breit” (fondo nelle vicinanze del paese), dai vernacoli locali “braia”. E' soprattutto la lingua dei longobardi a rivelarsi attraverso i toponimi, ed all' origine questi nomi di luogo indicavano terreni, boschi, edifici o corsi d' acqua per poi rimanere legati al luogo come nome proprio. In longobardo “braido” significa pianura a nord o terreno ricavato tra gli alberi. Le testimonianze che esistono dei tempi storici non sono molto numerose ma abbastanza importanti: monete, mattoni, avanzi di edifici ci rimangono a documentare, che già al tempo dei romani, la zona bredese era abitata (Sabbioneta e Commessaggio sono le zone più vicine a Breda in cui esistevano già insediamenti preistorici). Mons. Antonio Parazzi , dalle sue indagini, scriveva: “ non vi ha, nel distretto di Viadana, borgata, villa, casa colonica, presso cui, alla profondità di circa un metro, non si mostrino tracce di un devastamento e rovina di palagi e di case romane....Percorrendo la Ceriana , il Gambalone e la Cumula (che sono canali), le vie di Quattrocase, di Sabbioneta, di Villa Pasquali, di Breda Cisoni indi toccando Commessaggio e Brugnolo, da per tutto è gran copia di avanzi romani; Commessaggio come Villa Pasquali e Breda Cisoni, vanta antichità preistoriche e romane in gran copia, che veggionsi tuttodì per le sue ubertose campagne.” . Sono documentati ritrovamenti di monete romane, di pietre e cocci nelle zone di Sacca, Lago I°, Sabbioncelli, argine circondariale verso Mezzana.